Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

martedì 23 marzo 2004

Intervista a Caparezza

[Il Secolo XIX 23/03/2004]

«Tanatosi, il comportamento difensivo di alcuni animali, specialmente insetti, che consiste nel simulare la morte attraverso l'immobilità, di fronte alla minaccia di predatori». E per Michele Salvemini, meglio conosciuto come Caparezza, 30 anni di Molfetta (Bari), i predatori sono molti. «Tutto ciò che gravita intorno alla musica è assurdo, escluso il cane» spiega il cantante di Fuori dal tunnel disponibile e ancora arzillo, dopo un'ora e mezza buona di concerto tiratissimo al Pop di Diano San Pietro, pieno fino al limite della capienza di giovani - e trentenni - venuti ad ascoltarlo nel giorno della visita del presidente Ciampi a Imperia, venerdí 19.

Che cosa vuol dire "escluso il cane"?

«Cito la canzone di Mino Reitano, per spiegare come, tranne la musica, tutto nel mio campo è male, "paranoia e dispersione". Perciò, per il mio prossimo progetto, intendo sviluppare la tattica difensiva della tanatosi, anche se ancora non so come.»

Temi di soccombere dopo il successo di Fuori dal Tunnel, sigla di Zelig, fra le suonerie piú scaricate da Internet?

«Le suonerie davvero mi fanno infuriare, preferirei che fossero gratis piuttosto che dare due euro per cellulare ai siti che vendono loghi e suonerie. Ma la Siae non ci tutela in questo senso. Naturalmente non percepiamo diritti. Quanto al successo, tanatosi a parte, tento di sfruttarlo occupando lo spazio mediatico che mi viene offerto ma pure continuando a fare, almento una volta al mese, qualcosa di ideale.»

Ovvero?

«Suonare contro la guerra, nei centri sociali, dopo le serate allo Zapata di Genova, al Rivolta di Marghera, al Pedro di Padova, ho incontrato ieri i ragazzi della Talpa e l'orologio che stanno difendendo i loro spazi.»

A proposito di guerra, durante il concerto hai definito invasori gli americani in Iraq, non è un po' forte come affermazione a nemmeno dieci giorni dalla strage di Madrid?

«La vedo nell’ottica che la guerra preventiva in Iraq non ha fatto altro che inasprire il terrorismo.»

Hai anche attaccato la televisione, che però ha decretato il tuo succeso nel grande pubblico. Contraddizione?

«Come dicevo, la televisione va sfruttata, la può spegnere soltanto chi già ne fa un consumo critico. Io cerco di dare altri messaggi»

Ad esempio?

«Non temere la diversità, non temere di essere diversi, essere diversi significa conservare la propria personalità, conservare la propria personalità significa anche vivere meglio.»

Tu però hai tentato la via del successo con una canzoncina commerciale sotto le spoglie di Capitan Michi nel 1997 a Sanremo. Non era omologazione quella?

«Un'esperienza orribile, perché Sanremo non dà mai davvero importanza alla musica, e perché io non facevo quel che volevo. Da lí la crisi di rigetto che ha determinato quello che sono ora.»

Francesca Forleo

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