Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

lunedì 13 settembre 2004

I sapori del Cuoco contadino

[Il Secolo XIX 13/09/2004]

Sanremo. C'è la luce della Liguria in digitale. Ci sono le colline, da Castelvittorio fino a Sanremo e, di Sanremo, anche il mercato oltre che le valli in cui crescono fragoline di bosco delicate, vicino a erbette dal gusto selvatico raccolte da mani premurose. C'è tutto l'amore che si può mettere nella preparazione di un piatto speciale e, poi, in un gran finale, il tripudio degli stessi piatti che nascono lungo l'ora e rotti del film, tra un camera car lungo le strade della Liguria e una camera fissa sulla preparazione della tavola, e sulle mani del cuoco. Cosí, Cuoco contadino, il film del regista di origine palermitana, Luca Guadagnino, ispirato a Paolo e Barbara Masieri dell'omonimo ristorante di Sanremo, conquista la critica ma non la giuria della 61esima mostra del cinema di Venezia che lo ha accolto (ma non premiato) nella sezione "Film digitale" del concorso che ha scelto invece 20 angosht di Mania Akbari.

Cosí Paolo Masieri, dopo essere stato il piú giovane chef italiano a entrare nella prestigiosa Guida Michelin, e dopo aver scalato le classifiche dei ristoranti italiani, diventa il protagonista di un film. O meglio, è la sua cucina a diventarlo, mentre Masieri collabora anche alla sceneggiatura insieme a Guadagnino e al direttore della rivista Rolling Stone, Carlo Antonelli.

«Qualcuno ha parlato di documentario ma il film è quanto di piú lontano dal documentario si possa immaginare» dice Guadagnino che, ancora lo scorso fine settimana, era a Sanremo fra i registi del galà della moda e, naturalmente, fra i tavoli riservati dei suoi amici Paolo e Barbara.

La materia, infatti - la cucina che monta lenta fra le mani di Paolo Masieri ora intente a raccogliere frutti ed erbette sulle colline sanremesi, ora impegnate a preparare i capolavori che hanno reso celebre il ristorante ereditato dal padre - è trattata in maniera poeticissima, con lunghi piani sequenza della Liguria, camere fisse sul cuoco contadino e sulle sue creazioni, fino al finale dei trenta piatti preparati da Masieri.

E la scena finale, con i piatti che scorrono uno dietro l’altro, sembra davvero il finale di una sinfonia, con tutte le corde e le note del film che esplodono in forme, colori e suoni. «Un premio allo spettatore che ha aspettato per tutto il film» commenta Masieri a cui piace definire il lavoro di Guadagnino "un 2001 odissea nello spazio della cucina".

L'idea del film frullava già tre anni fa nella testa di Guadagnino - che sta per partorire la versione cinematografica di Melissa P. firmata insieme a Barbara Alberti -, quando, venuto a Sanremo con la krew di Elisa per cui ha firmato la regia di diversi videoclip, entra per la prima volta nel ristorante di Masieri e consorte. «Come appassionato di cucina ero curioso di conoscere quella di Paolo di cui tanto avevo letto» racconta Guadagnino. «Ero preparato dalle recensioni anche al carattere burbero del cuoco. Cosí, piano piano siamo diventati amici, fino a convincerli a fare il film.»

Francesca Forleo

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