Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 5 novembre 2004

Halloween giú la maschera!

[Il Secolo XIX 5/11/2004]

È da poco scoccata la mezzanotte quando arriviamo in discoteca per trascorrere la notte piú terrificante dell'anno, Halloween. I biglietti che ci hanno dato nel pomeriggio parlano di una notte delle streghe "mitica e originale" con "premi e gadget alle maschere piú paurose". Tra la gente in coda fuori c'è qualcuno vestito e truccato di nero, ma maschere e costumi non se ne vedono. Eppure questo locale è famoso per le feste di Halloween. «Qualche anno fa senza maschera non ti avrebbero neanche fatto entrare» mormora Gabriele, cliente storico che non si è travestito perché non vuole impicci mentre balla e ci prova con le ragazze. «E poi - aggiunge - con i tempi che corrono dove li trovi i soldi per comprare un costume decente?»

Dentro la situazione non migliora, anzi. Il locale è pieno come un uovo, ma diminuisce anche la percentuale di truccati, con cicatrici, lividi, macchie di sangue, pustole che si fanno rari come la foca monaca in Sardegna. La vista di un orrido diavolo con acuminate corna rosse, zanne insanguinate e un pesante mantello nero ci rincuora, ma non c'è molto altro da segnalare, a parte una banale selva di cappelli neri da strega e qualche faccia dipinta di bianco, che ricorda gli zombi dei film di Romero. Perfino baristi, camerieri, buttafuori e guardarobiera non recano la minima traccia di travestimento, solo il dj ha un po' di nero intorno agli occhi. Ma di mettere una canzone dei Cure, gruppo dark per antonomasia, non se ne parla proprio. Non fosse per i fantasmi, le zucche e gli scheletri di carta appesi al soffitto, sembrerebbe quasi una serata normale.

All'inevitabile domanda: «Perché non ti sei travestito?» molti rispondono che non avevano voglia o non sapevano che cosa mettersi. Davide ha addirittura mal di testa ed è venuto solo per salutare i vecchi amici, Flavio sostiene che si travestirà sabato prossimo per essere davvero originale. Fabio ostenta una camicia bianca che sembra la pubblicità di un detersivo e, a volto rigorosamente scoperto, ci ricorda che siamo già tutti mascherati, almeno secondo Pirandello. Elisa ha lasciato il costume nell'armadio perché prima di entrare in discoteca doveva andare da un'altra parte e si vergognava a girare travestita. Luca invece si lamenta di non essere riuscito a trovare una tonaca per travestirsi da prete e "processare" le streghe. Alla fine i travestimenti sono cosí pochi che qualcuno prova a arruolare anche i due poliziotti venuti a fare un controllo. «Non sono veri - mormora Alex - sono mascherati anche loro!»

Francesca, che lavora nel locale da vari anni, dice che è normale. «Anche a Carnevale non c'è mai tanta gente travestita. Qui si viene per ballare. La maschera è una cosa in piú, che non tutti sentono il bisogno di mettere.» Alle quattro e mezza il premio per la maschera piú paurosa non è ancora stato assegnato. Usciamo con la certezza che, anche ad Halloween, le cose che fanno piú paura ai giovani imperiesi sono le pattuglie della polizia armate di etilometro.

Marco Vallarino

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