Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

sabato 6 novembre 2004

Intervista a Guido D'Amore

[Il Secolo XIX 6/11/2004]

C'è anche un imperiese tra i protagonisti di World Rally Championship 4, il nuovo gioco di guida per Playstation 2. Da quest'anno infatti Guido D'Amore, trentenne di Costa D'Oneglia, è impegnato nel Mondiale rally come navigatore di Gigi Galli, pilota della Mitsubishi Lancer WRC 04.

Non capita a tutti di ritrovarsi in un videogioco, ma Guido D'Amore è già stato maestro di musica, sommozzatore, speleologo, trekker e sciatore. Con Galli, con cui corre dal 1998, ha ottenuto diverse vittorie, sia nel campionato italiano che nel mondiale. Nell'agosto di quest'anno Gigi e Guido sono diventati i primi italiani ad aver vinto il rally di Finlandia, nel gruppo N, categoria riservata alle macchine quasi di serie. Un'altra vittoria è arrivata ai primi di ottobre in Italia, al rally di Sardegna, sempre nel gruppo N. La settimana scorsa, invece, i due amici hanno corso in Spagna conquistando un ottimo settimo posto nella classifica generale, a ridosso di giganti come Märtin, Sainz e Solberg. E certamente si faranno valere anche nell'ultima gara in programma, la settimana prossima in Australia.

Che cosa si prova a essere protagonisti di un videogioco?

«Una grandissima soddisfazione. Ho provato il gioco in anteprima ed è stato fantastico poter giocare con il mio nome, dopo aver usato per tanti anni quelli degli altri. Cosí posso andare sempre al massimo e vincere senza rischi! E poi il mio personaggio mi somiglia abbastanza.»

Come sei arrivato a gareggiare per il Mondiale Rally?

«Con tanta passione e un pizzico di fortuna. Ho cominciato nel 1991 nelle gare di zona, come il Rally delle Valli Imperiesi, correndo con alcuni dei migliori piloti locali, come Utzieri, Di Benedetto e Schiavo. Proprio con Schiavo ho partecipato al Trofeo 500, dove ho conosciuto Gigi Galli. Mi è capitato di aiutarlo in una ricognizione, per prendere gli appunti necessari per la gara, e ci siamo trovati subito bene. Tanto che l'anno successivo abbiamo vinto il Campionato Italiano del Gruppo N. La possibilità di avere una macchina ufficiale per il Mondiale è arrivata alla fine dell'anno scorso con l'ingaggio della Mitsubishi, che ci ha anche permesso di disputare quattro gare con la vettura WRC, la migliore a disposizione.»

La soddisfazione piú grande?

«L'anno scorso al rally di Svezia quando, in una prova che si disputava per la prima volta, in mezzo ai boschi sul ghiaccio, abbiamo battuto tutti, rifilando 12 secondi ai primi arrivati dopo di noi e dando la paga anche ai fortissimi svedesi.»

E la paura?

«C'è anche quella, certo, ma fa parte del gioco. E poi se non vedi due "streghe" il tempo non esce. Cioè qualche spavento bisogna prenderselo per stare davanti. Però dopo un po' ci si abitua. Comunque, anche se si corre per vincere, c'è sempre la possibilità di regolare il passo durante la gara, tenendo d'occhio i risultati degli altri.»

Ti piace correre anche quando sei tu a guidare?

«No. Quando sono su strada normale, per conto mio, vado piano. Non mi piace prendere rischi inutili. Quelle con cui corriamo nei rally sono macchine sicure, studiate per prestazioni eccezionali. In giro invece occorre conoscere i propri limiti e rispettare il codice della strada.»

Marco Vallarino

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