Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

sabato 4 dicembre 2004

Il mito della palla ovale

[Il Secolo XIX 4/12/2004]

In un paese costantemente impegnato a celebrare le imprese di calciatori, piloti di Formula 1 e MotoGP e tutt'al piú ciclisti e campioni olimpici, può sembrare strano che qualcuno organizzi uno spettacolo interamente dedicato al rugby. Eppure oggi pomeriggio alle 18, al Jazz Cafè di Imperia Oneglia, in via Berio, andrà in scena Amicizia e mito sulla via del rugby, un reading annaffiato da buon vino, buon gusto e buoni amici.

Merito (o colpa) di Alberto Carli, impiegato comunale che da qualche tempo veste i panni di agitatore culturale (come ama definirsi). A capo di un gruppo di giovani artisti locali, musicisti, scrittori, attori, registi, dalla scorsa estate Alberto organizza spettacoli che mischiano la letteratura con altre forme d'arte, come la musica e il teatro.

Amicizia e mito sulla via del rugby, che sarà replicato lunedí alle 22,30 alla cantina Le Grotte, alla Marina di Porto Maurizio, vedrà impegnati due giovani attori dell'Accademia di arte drammatica di Venezia: l'imperiese Giorgia Brusco e il reggino Eugenio Ripepi, insieme a due musicisti della Camerata Ligure, il flautista Marco Moro e il chitarrista Simone Mazzone. Il rugby sarà il fil rouge che unirà i vari momenti dello spettacolo, che comincerà con la lettura di una poesia sull'amicizia scritta da un autore locale recentemente scomparso, che in gioventú aveva giocato a rugby. Il passaggio dall'amicizia al mito avverrà con una lettera di Alberto Granado al vecchio amico Ernesto "Che" Guevara, che svela come i due si siano conosciuti proprio grazie al rugby, a Cordoba nel 1942. Finale "mitico" con la rappresentazione della terribile Haka, la danza guerriera maori, resa famosa dai giocatori della nazionale di rugby neozelandese, i fortissimi All Black.

«Speriamo sia una buona occasione perché la gente spenga la televisione e esca di casa, e non solo per fare la spesa» commenta Alberto. «Il nostro gruppo ancora non ha un nome, ma ha sicuramente dei contenuti interessanti da proporre. Vogliamo dimostrare che è possibile fare cultura e divertirsi anche in questa città.»

«Siamo molto contenti di ospitare questo reading» dicono Paola e Mauro, titolari del Jazz Cafè. «Era parecchio che volevamo fare qualcosa di simile. Cosí adesso non si potrà piú dire che a Imperia non si fa mai niente. E poi sarà una bella occasione per brindare all'amicizia.»

Marco Vallarino

Nessun commento: