Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

mercoledì 5 gennaio 2005

Il funerale della sigaretta

[Il Secolo XIX 5/01/2005]

Si sono spenti Nico e Tina. Ne danno il triste annuncio i titolari della discoteca Pop di Diano San Pietro, che per sabato 8 gennaio hanno organizzato il funerale della sigaretta. «Ci sarà un grande portacenere a forma di bara - spiega Marco Conte - dove si potranno spegnere le ultime sigaretta fumate in discoteca.» Evidente il richiamo al funerale della bottiglia celebrato nel film C'era una volta in America di Sergio Leone, ambientato ai tempi del proibizionismo negli Stati Uniti. «Il divieto di fumare può andare bene per i locali in cui si è obbligati a stare, come gli uffici e gli ospedali. In discoteca uno può anche non andarci, se gli dà fastidio il fumo e credo sarebbe piú giusto far decidere ai gestori se lasciare fumare o meno i clienti. In fondo sono pochi i locali che potranno approntare una saletta per i fumatori, soprattutto in Riviera.»

Marco Di Masci, che da anni lavora nei locali della provincia, commenta: «All'inizio bisognerà stare molto attenti. Con tutta la gente abituata a fumare, ci sarà sicuramente qualcuno che si accenderà una sigaretta senza pensare che c'è il divieto. Non credo però che ci saranno grossi problemi. Nei cinema vent'anni fa si poteva fumare, poi è arrivato il divieto e la gente ha continuato a andarci.»

«Forse qualcuno andrà piú spesso a bere nei circoli privati, dove sarà ancora possibile fumare» ipotizza Fabio Beccacini, che organizza reading e presentazioni di libri in diversi locali. Alberto Lucadello fa piano bar in giro per la Riviera e confessa: «Sono contento per il divieto, quando lavoro non mi piace essere schiavo dei vizi degli altri. E sono sicuro che la mia voce ne guadagnerà.»

Esultano Marco e Samuele, che non fumano e vanno a ballare almeno due volte alla settimana: «Finalmente non avremo piú gli occhi rossi e i vestiti che puzzano di fumo quando usciamo dalla discoteca.»

Pino invece è critico: «Fumo tanto, lo ammetto. Vado in discoteca per divertirmi, come tutti, e il pensiero di non poter piú accendere una sigaretta mi rende già nervoso.»

Marco Vallarino

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