Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 4 marzo 2005

Intervista a Sergio Valzania

[Il Secolo XIX 4/03/2005]

Nella settimana in cui piú di mezza Italia è incollata agli schermi televisivi per seguire il Festival di Sanremo, il Dams di Imperia non dimentica la radio e propone ai suoi studenti un corso dedicato al linguaggio radiofonico. Ma il docente è Sergio Valzania, giornalista fiorentino, scrittore e autore televisivo, in Rai dagli anni Settanta e, dal 1999, direttore di Radio 2 e Radio 3. Ovvio quindi che si parli del Festival, almeno dopo le lezioni.

Valzania, è soddisfatto di questo Festival?

«Molto, mi piace il recupero dello schema classico con l'interpretazione moderna di Bonolis. Il presentatore in smoking con un'assistente bionda e una bruna non si vedeva dai tempi di Vianello. Bonolis ha saputo integrare il fascino della tradizione con la necessità di mettere in scena uno spettacolo che sia al passo coi tempi. La musica è importante, ma la tivú si fa come la tivú e non importa se qualcuno dice che si è copiato da altri programmi. Una spruzzatina di reality ci vuole. Una parte del merito va a Cattaneo e Del Noce che hanno dato a Bonolis il tempo e lo spazio necessari per fare le cose per bene.»

E l'anomalia della suddivisione in categorie?

«Va bene anche quella, anzi secondo me l'anomalia c'era prima. La semplice divisione tra i giovani e tutti gli altri era un po' infelice. Uno schema piú articolato può dare spazio a artisti che stanno anche meglio in concorso. In effetti è difficile immaginare un confronto tra Nicola Arigliano e le Vibrazioni.»

La partecipazione di Tyson non le è sembrata eccessiva?

«No. A Bonolis piace giocare su piani diversi, perciò è logico che trovino spazio anche situazioni meno ortodosse. Inoltre, grazie all'ottimo indice di ascolto raggiunto, mi pare che l'intervista abbia avuto una giustificazione televisiva. È lo spettacolo a chiedere che la Clerici e la Felini cantino anche se sono stonate.»

Non c'è il rischio che Bonolis faccia il vuoto?

«Bonolis è in un ottimo momento e ha un rapporto splendido con la dirigenza. I suoi programmi vanno benissimo, ma la Rai sa fare ottime cose anche senza di lui. Basti pensare all'Isola dei famosi, che ha certificato la capacità dell'azienda di lavorare con i reality. E poi è stato importante il recupero di Fazio su Rai 3.»

Chi vincerà?

«Non ne ho idea. Quest'anno il Festival è come un giallo, si sviluppa piano, dall'inizio alla fine, e adesso mancano ancora troppi elementi per capire chi sia… l'assassino.»

Marco Vallarino

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