Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

mercoledì 8 giugno 2005

Intervista a Claudio Coccoluto

[Il Secolo XIX 8/06/2005]

Il dj set di Claudio Coccoluto alla Capannina di Alassio, lo scorso mercoledí, è stato il primo grande evento della stagione. Tre ore abbondanti di musica da ballare senza sosta, con quanto di meglio si possa trovare sotto il tetto della house, tra dischi vecchi e nuovi, dal revival all'ipermoderno, dal caraibico al nordico. Renzo Lattuada, proprietario del locale, era sicuro che sarebbe stato un successo e ha coinvolto l'artista romano in una simpatica iniziativa.

«Sto raccogliendo le impronte della mano destra dei piú grandi deejay del mondo» spiega soddisfatto. «Le voglio incorniciare e appendere nel locale. Finora ho preso quelle di Satoshii Tomie e Frankie Knuckles, due giganti della musica house, che hanno suonato alla Capannina nell'agosto dell'anno scorso. Degli italiani, oltre all'impronta di Claudio, vorrei avere quella di Francesco Farfa.» Insomma, solo i piú grandi. Che però si ricordano sempre di venire a trovare i vecchi amici in Riviera.

Claudio, quanti anni sono che vieni a suonare in Riviera?

«Almeno quindici. Mi ricordo delle serate, nei primi anni Novanta, al Vetro Nero di Pietra Ligure - locale chiuso da oltre dieci anni. Allora si parlava di musica underground, ma c'era già parecchia gente interessata al fenomeno, alla ricerca di nuove sonorità.»

Che rapporto hai con la Liguria?

«Ottimo. Forse perché, in quanto tirrenico, sono della stessa sponda, in Liguria mi sento come a casa. Cerco sempre di tornare a suonare da queste parti, per ritrovare l'affetto della gente e le emozioni delle serate passate. Per me Gianluca Sunny People - l'organizzatore dei principali eventi house in Riviera - è un punto di riferimento da oltre dieci anni. Le tradizioni vanno rispettate e incoraggiate. Se non venissi piú a suonare in Liguria, sono sicuro che mi mancherebbe qualcosa. L'unico motivo per cui vengo piú spesso d'estate che d'inverno è che, per la vocazione turistica della regione, ci sono piú possibilità.»

Qual è la migliore serata che hai fatto in Riviera?

«Confesso che non mi piace vivere di ricordi, preferisco pensare al presente. L'unica serata che mi interessa è quella che sta per cominciare. E che magari potrebbe essere la migliore.»

Come scegli la musica da mettere?

«Per me il deejay, piú che in consolle, si esprime a casa, quando prepara la borsa dei dischi, la cosiddetta "valigia dei desideri". Le idee vengono fuori lí. Personalmente non faccio mai scalette, preferisco affidarmi a linee tendenziali, che mi permettano poi di variare il dj set della serata in base all'umore mio e della gente.»

Che cosa distingue l'house dal resto della musica da ballo?

«House è un termine riduttivo, preferisco parlare di musica da club. Che ha il suo pregio nella capacità di essere sempre avanti e rinnovarsi continuamente. La ricerca nei club di nuove sonorità aiuta a combattere la stasi delle tendenze piú commerciali e ti offre la possibilità di cambiare idea. Chi mi segue sa che non ascolterà mai due miei dj set uguali.»

Il successo ti ha cambiato?

«Non penso mai ai vantaggi che potrei ottenere dal successo. La trasmissione su Radio Deejay mi ha aiutato a far conoscere dei dischi nuovi, ma il mio giocattolo rimane la consolle. Per me suonare è sempre stato un hobby piú che un lavoro. E poi mi piace molto l'idea di essere a un party, divertirmi e - se ci riesco - far divertire.»

Marco Vallarino

Nessun commento: