Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

giovedì 2 febbraio 2006

Gente della Notte 11 - Marco Conte

[News Liguria Magazine 2/02/2006]

Questa settimana Gente della Notte arriva fino a Roma, per scoprire le origini di Marco Conte. Il trentottenne proprietario e direttore artistico della discoteca Pop di Diano San Pietro è nato infatti nella capitale e proprio sul litorale romano, nel 1982, ha iniziato la sua avventura di uomo della notte, lavorando come barista e pierre al Sombrero, locale famoso per le esibizioni di Peppino Di Capri e Franco Califano.

Pochi anni dopo Marco Conte ha già un locale tutto suo, il Gorilla, una mescita (che adesso si chiamerebbe wine bar) in cui naturalmente ogni scusa è buona per tirar tardi. Verso la fine del decennio e sempre sul litorale romano, inizia pure a lavorare come direttore artistico nel gruppo Warehouse, organizzando eventi allo Zen di Sperlonga, discoteca in cui si esibisce un giovane e ancora sconosciuto Claudio Coccoluto, che anni dopo sbarcherà in Riviera tra gli applausi per suonare (anche) al Pop.

Ma come c'è finito Marco Conte a Imperia? È il 1990 quando il giovane direttore artistico si spinge fino a Genova, in cerca di nuovi contatti, e conosce Alessandra, incantevole studentessa imperiese. È amore a prima vista e, da quel momento, per Marco ogni scusa sarà buona per tornare in Riviera a trovare la ragazza. «Ricordo bene la prima volta che sono stato a Imperia, nel 1990» racconta Marco. «Ero andato a Parigi a sentire il concerto dei Grateful Dead e, sulla via del ritorno, non potevo non fermarmi a salutare Alessandra. Poi, dopo essermi trasferito definitivamente a Imperia, ho cercato un locale in cui ricominciare a lavorare e nel 1996 ho preso, proprio insieme a Alessandra e alla nostra amica Francesca (proprietaria della libreria Orlich di Oneglia), il Pop.» È iniziata cosí la formidabile epopea live dello storico locale di Diano San Pietro che, in questi ultimi dieci anni, ha ospitato artisti di fama nazionale e internazionale come Subsonica, Delta V, Bluebeaters, Flaminio Maphia, Bluvertigo, Caparezza, oltre che i gruppi piú apprezzati degli ambienti underground come i Disco Inferno e i Gem Boy.

«Pure per la musica house abbiamo avuto un occhio di riguardo chiamando a suonare, in tempi non sospetti, deejay del calibro di Farfa, Coccoluto, Vannelli, Ralf, Boosta, Trüby» prosegue Marco Conte. «In effetti credo che il Pop abbia proprio il ruolo del trend setter, creando le mode anziché seguirle. L'ultimo caso riguarda le serate dedicate al tango argentino che abbiamo iniziato a proporre, per primi, un paio di mesi fa.»

Un'altra iniziativa appena lanciata è quella dell'Era dei Cloni, la rassegna di cover band destinata a ospitare i tributi ai gruppi che hanno fatto la storia della musica italiana e straniera. Dopo Ligabue, Queen, Village People e U2, a febbraio il Pop proporrà: Pink Floyd, Green Day, Bob Marley e Doors. E poi ancora: Depeche Mode, Marylin Manson e tanti altri.

Marco Vallarino

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