Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 6 ottobre 2006

Alieni, zombi e robot a casa del collezionista Paolo Prevosto

[News Liguria Magazine 6/10/2006]

L’uovo di Alien, il casco degli stormtrooper di Guerre Stellari, i volti di Freddy Krueger e degli zombie di Romero, la maschera e la tuta dei Visitors, un phaser di Star Trek, la calotta di Robocop e… una grande passione per il cinema. È questo il tesoro del venticinquenne sanremese Paolo Prevosto, cultore della settima arte che si diverte a collezionare i cimeli legati alle più famose produzioni di fantascienza e horror.

Grazie a ricerche scrupolose e opportune trattative con appassionati come lui, in pochi anni il giovane ha messo le mani su oggetti davvero mitici, che i fan del cinema di genere hanno ammirato in classicissimi come Guerre Stellari, Aliens scontro finale, Nightmare dal profondo della notte e Il giorno degli zombi. Ma dove li ha trovati un ragazzo di Sanremo questi favolosi reperti?

«Questo ovviamente è uno dei segreti del mio mestiere – dice Prevosto, che alla sua passione ha dedicato pure un sito: www.movieware.net – Le fonti però sono principalmente due: le aste che organizzano ogni anno a Londra e Beverly Hills, e gli amici che lavorano nei grandi studios americani, come Tony T. della Paramount, che mi ha ceduto un tribble di Star Trek. Un grande artista con cui ho un buon rapporto, tanto che gli telefono pure a casa, è H. G. Giger, creatore dello spaventoso Alien, un capolavoro che gli ha fruttato la conquista dell’oscar. A casa, oltre al mitico uovo da cui escono i temibili alieni, ho pure la giacca del sovrintendente dei detenuti Andrews di Alien 3, la testa della creatura di Alien Resurrection e un facehugger (i mostri più piccoli che si attaccavano alla faccia) di Aliens scontro finale, che ho ricevuto direttamente dal suo creatore, di nuovo premiato con l’oscar, Robert Skotak.»

C’è però qualcuno che, forse per invidia o ignoranza, si domanda se siano proprio autentici gli oggetti che Prevosto ha recuperato. «Assolutamente sì – replica Paolo, che tiene in un armadio anche un completo gessato indossato da Don Johnson in una puntata di Nash Bridges. – Chi se ne intende lo può confermare. In realtà si tratta di reperti così rari e preziosi che lo scorso anno ho dovuto rifiutare l’invito del Museo della Mole Antonelliana di Torino a partecipare a una grande mostra di fantascienza. Avevo infatti paura che la luce dei riflettori potesse rovinare, se non distruggere, i cimeli più fragili. Ma la voglia di organizzare un’esposizione coi fiocchi rimane.»

Nella città famosa nel mondo per i fiori, le palme e il festival della canzone italiana, c’è quindi qualcuno che vorrebbe aprire un museo del cinema. «Sono certo che diverrebbe una ottima attrattiva turistica – assicura Paolo, che ogni sera fa le ore piccole per guardare gli ultimi film usciti in dvd – E poi così il Comune di Sanremo mi potrebbe aiutare a recuperare nuovi reperti».

Marco Vallarino

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