Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 10 novembre 2006

Gente della Notte 30 - Robylato

[News Liguria Magazine 10/11/2006]

Quarantacinque anni e più della metà in consolle. È questo il singolare primato di Roberto Bilato, meglio noto come Robylato, il protagonista della trentesima puntata di Gente della Notte, la rubrica dedicata ai personaggi che animano le migliori serate nei tanti locali del ponente ligure. Il noto deejay imperiese, attualmente in forza alla discoteca Pop di Diano San Pietro, da ben ventisette lunghi anni fa girare i dischi nei club più noti e frequentati della Riviera. Kursaal, Nova, Baia Salata, Ritual, Quartiere Latino, Meta di Notte, Tangò, Futura: Robylato è stato praticamente dappertutto.

«Non ho suonato solo nei locali in cui chiedevano al deejay di fare anche le pulizie – assicura l’artista, che ha lavorato pure in Sardegna, a Vigevano e a Prato Nevoso. – Ho iniziato a 15 anni, ovviamente per gioco, organizzando feste di giovedì pomeriggio in un magazzino con alcuni amici. Il primo vero locale in cui abbia lavorato è stato il Bijoux, quello alla Marina di Porto Maurizio che poi è diventato il Ritual.»

Allora impazzava la febbre del sabato del sera, alla fine degli anni 70. Le piste erano sempre affollate con i classicissimi della musica disco e i mitici fanali, i cappelli, i camicioni floreali con i colletti giganti, i pantaloni a zampa d’elefante, le zeppe e gli stivali di una volta, colorati, con le fibbie e i tacchi alti. È però negli anni 80 che Robylato, all’epoca noto anche come B-Side, diventa un deejay a tutti gli effetti, trasformando una grande passione in un vero e proprio lavoro.

«A un certo punto avevo provato anche a smettere – confessa Roberto, che recentemente è stato spesso affiancato dal vocalist Pancho B. – Avevo da poco compiuto trent’anni e mi sembrava di aver già dato tutto. Poi nel 1993 a Imperia ha aperto il Nova, la mitica discoteca estiva sul lungomare Vespucci, e così ho potuto iniziare una nuova fantastica avventura. In quegli anni avevo anche lavorato per qualche tempo insieme a Mario Scalambrin (che poi sarebbe diventato una stella del Kama Kama), bazzicando gli ambienti della musica house. Adesso però la mia dimensione ideale è rappresentata dal Pop, un club che ha fatto dei generi alternativi, che da sempre prediligo, la sua bandiera. Una volta mi piacevano molto gli Chic, i Cure e i Simple Minds. Adesso seguo con interesse i gruppi più nuovi come i Maximo Park e gli Arctic Monkeys. Non credo però che la musica dal vivo possa essere una soluzione efficace per portare la gente in discoteca. Il live e il dj set di solito hanno pubblici abbastanza diversi. Per un certo periodo però ho fatto il cantante anch’io, mentre mi spiace non essere ancora riuscito a fare dei dischi miei, credo che il lavoro del produttore sia interessante almeno quanto quello del deejay. Ai ragazzi che iniziano a far girare i dischi adesso consiglio di insistere e di non lasciarsi scoraggiare dalle prime difficoltà. Chi lavora con passione è destinato a avere successo prima o poi.»

Marco Vallarino

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