Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

giovedì 9 novembre 2006

Il collezionista colpisce ancora

[Il Secolo XIX 9/11/2006]

Sanremo. Paolo Prevosto ce l’ha fatta un’altra volta, anzi due. Il giovane collezionista sanremese, che raccoglie reperti legati ai più famosi film americani, ha recuperato nuovi pregevoli cimeli da aggiungere ai tanti che già custodisce in casa, nell’attesa di trovare i finanziamenti e gli spazi necessari per organizzare una mostra in grande stile. Il primo oggetto Paolo lo ha conquistato a un’asta della Miramax, portandosi a casa la mitica ascia con cui lo scatenato Leonardo di Caprio guidava la sua banda nel combattimento finale di Gangs of New York di Scorsese.

«Un oggetto incredibilmente pesante – ha subito commentato Paolo, dopo aver messo le mani sull’arma – tanto che mi sembra incredibile che Di Caprio riuscisse a rotearla così facilmente mentre girava il film. Ma forse in certe scene ne usava una finta, più leggera». Intanto anche l’ascia originale vinta da Prevosto è particolare, costruita in modo da non far male, in legno e gomma (foam rubber, più precisamente) e con la lama che, al momento del contatto con lo stuntman, rientra all’interno dell’impugnatura.

Al Rockfeller Plaza di New York, grazie a Internet, Paolo si è invece aggiudicato alcuni reperti in arrivo dal fantascientifico universo di Star Trek. «È stata un’esperienza incredibile e anche faticosa – ammette Paolo, che già possiede l’uovo di Alien e il casco dei soldati dell’impero di Guerre stellari – L’asta a New York è durata quattro giorni e pure i collegamenti in reti erano interminabili, con tutti i lotti che c’erano. Qualcuno è riuscito a prendere il modellino dell’Enterprise per oltre mezzo milione di dollari, mentre io ho portato a casa tre uniformi femminili usate in “Star Trek: the next generation”. Poi, tramite alcune fonti personali, ho recuperato una serie di chip isolineari provenienti dalla stessa serie».

È però a Savona che Paolo Prevosto ha rischiato di fare l’affare più incredibile, quando Keith Emerson, prima del concerto dello scorso 16 luglio, ha tentato di strappare al ragazzo, con offerte sempre più generose, il suo moog ribbon controller, rarissimo strumento musicale ormai fuori produzione. «Non gliel’ho dato perché serve pure a me per lavoro – rivela Paolo – Però, visto che ormai eravamo diventati amici, mi sono fatto fare un bell’autografo con dedica».

Marco Vallarino

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