Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

sabato 2 dicembre 2006

Intervista a Gianluca Motta

[News Liguria Magazine 1/12/2006]

Un'altra grande onda musicale ha raggiunto le coste della nostra bella Riviera. Quella di Gianluca Motta. Il popolare deejay e produttore house milanese, autore di alcuni dei brani più ballati degli ultimi anni, è sbarcato per la prima volta nel ponente ligure lo scorso 18 novembre, nell’evento organizzato da Montana Management alla discoteca Lido di Laigueglia.

«Scelgo con cura i locali in cui andare a suonare, anche in base agli eventi che hanno già proposto – ha rivelato il trentaduenne autore di “Up and down” e “Turn me up”, noto pure per i remix di “Shining star” e “Sweet child o’ mine” – Quello che cerco è un pubblico ricettivo, che venga in discoteca per ballare e ascoltare musica, non per fare vetrina. Così posso proporre anche qualcosa di nuovo, che non sia già passato in radio».

Gianluca Motta è un artista dalla forte personalità e dallo stile inconfondibile. I suoi set si segnalano per dinamismo, impatto emotivo e originalità nel sound e nella imprevedibilità della selezione. La musica che suona e produce è il punto d’incontro tra le influenze di genere che hanno maggiormente segnato il suo background: discomusic e elettronica. Ma come si distinguono le attività di deejay e produttore?

«In realtà non si distinguono, in quanto nascono dalla stessa grande passione per la musica – prosegue l’artista, che ha passato l’estate tra Barcellona e Palma De Mallorca – Poi è chiaro che, dopo tanti anni passati da deejay a mixare brani degli altri, ci sia la voglia di fare anche dei pezzi propri. Di solito, quando lavoro da produttore, cerco di farmi da solo i dischi che vorrei ascoltare in giro.»

Che qualità deve avere un brano da discoteca per diventare un riempipista?

«Innanzitutto deve dare emozioni, poi trasmettere energia per trascinare la gente in pista e farla saltare fino al soffitto. Anche il testo è importante, purtroppo in Italia non si investe a sufficienza nella ricerca di cantanti di madrelingua inglese, gli unici che, con la loro interpretazione, possano far fare il salto di qualità a certi brani, soprattutto se si parla di musica house. Poi può servire stare tutto il giorno immersi nel mercato discografico, a studiare i lavori degli altri e a cercare nuove sonorità. In ogni caso credo che non riuscirei mai a fare un disco solo per avere successo.»

Da qualche mese Gianluca Motta ha lanciato il progetto Emotiva, nuova realtà discografica che si propone come una delle etichette più all’avanguardia nel panorama indipendente, producendo pure i lavori dei talenti emergenti. «Mi sembra giusto aiutare i giovani che se lo meritano a farsi conoscere e trovare gli spazi giusti per lavorare – conclude il deejay, on line su www.gianlucamotta.com – Ogni giorno ascolto demo e nuove proposte. Capisco che un disco può funzionare quando, oltre a piacermi, mi fa venire la voglia di metterlo in discoteca.»

Marco Vallarino

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