Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 5 gennaio 2007

Giovane prof imperiese in cattedra a Città del Messico

[Il Secolo XIX 5/01/2007]

Entra in Marina e girerai il mondo, assicurava un vecchio slogan. Adesso pare basti laurearsi in lettere e filosofia. Si chiama Marco Galeotti il ventinovenne insegnante imperiese salito in cattedra a Città del Messico come professore di italiano presso la Scuola Dante Alighieri e l’Istituto Italiano di Cultura. Un incarico di prestigio, ottenuto con il superamento di un’impegnativa prova di selezione, sostenuta dopo aver risposto a una chiamata ricevuta a Barcellona. Già da tempo infatti il giovane lavorava all’estero sia come docente che come organizzatore di eventi culturali.

«Barcellona è una città che amo parecchio – confessa il giovane, tornato a Imperia per le vacanze di Natale – Ci ho vissuto e lavorato in vari periodi, prima e dopo la laurea. Con l’attività che svolgo ricevo molte più proposte dall’estero che dall’Italia, così ormai sono abituato a viaggiare. Tra l’altro l’argomento della mia tesi era proprio la sociologia dell’educazione. L’idea di attraversare l’oceano per andare a stare in Messico, insieme alla mia compagna e collega Serena Mellini, mi stuzzicava e devo dire che ho trovato un ambiente veramente accogliente e ricettivo. Sono partito nel febbraio del 2006 per andare a insegnare alla Dante Alighieri, poi ho preso degli altri corsi all’Istituto Italiano di Cultura, un ente che organizza anche eventi come concerti e incontri con gli autori per diffondere la nostra cultura nel mondo. Lavoro pure all’università ebraica e ovunque mi pare ci sia voglia di imparare e stare bene insieme».

Ma come mai si studia l’italiano in Messico? «Visti i problemi storici avuti con le altre popolazioni europee e americane, credo che i messicani considerino l’Italia una specie di ponte verso il resto del mondo – spiega Marco Galeotti, che nel 2004 ha lavorato a Genova per l’anno della cultura – Molti dei miei allievi sono professionisti e manager di successo che lavorano per aziende del nostro paese. A dicembre mi è anche capitato di scrivere il discorso che il direttore della Pirelli Messico doveva fare a fine anno a Tronchetti Provera. Poi ci sono ragazzi che studiano l’italiano perché vorrebbero visitare l’Italia oppure venirci a vivere. Infine ho un paio di cantanti d’opera, che ovviamente devono imparare l’italiano per potersi esibire nei grandi classici italiani di Verdi e Puccini».

Città del Messico rimane però una delle più grosse e turbolente metropoli del pianeta, in cui può essere difficile ambientarsi. «Se Kafka fosse vissuto a Città del Messico non avrebbe avuto tempo per scrivere, così i messicani descrivono la propria capitale – racconta Marco Galeotti, che si è laureato a Parma nel 2002 – In effetti non è una città semplice da affrontare, può capitare che qualcosa vada storta. Una volta ho preso l’uscita sbagliata della metropolitana e sono finito nel Tepito, un quartiere molto malfamato. Il tempo di fermarmi a prendere da mangiare a una bancarella e mi sono ritrovato una pistola puntata dritta in faccia. Avevo soltanto pochi spiccioli, ma me la sono vista brutta lo stesso, anche se alla fine il rapinatore mi ha pure lasciato i soldi necessari per tornare a casa».

E dopo Barcellona e Città del Messico quale potrebbe essere la prossima meta di Marco e Serena? «In Messico stiamo bene – assicurano – e lavoriamo tanto, più che in Europa. A fine anno inoltre Città del Messico ospiterà il nuovo Forum Universale della Cultura, una manifestazione per cui avevamo già lavorato a Barcellona e che non vogliamo perdere. Vivere a Città del Messico significa vivere il presente del Centro-America con tutti i suoi problemi anche sociali e politici. In realtà però da un po’ di tempo stiamo facendo un pensierino a Buenos Aires. Anche lì pare ci sia tanta gente che vuole imparare l’italiano».

Per lavoro altri imperiesi in Cina e a Chicago

Imperia è una città sul mare e forse non è un caso che tanta gente abbia preso il largo da Oneglia e Porto Maurizio per veleggiare verso il successo in giro per il mondo. All’avventura affascinante e metaletteraria di Marco Galeotti – che si diletta anche come traduttore di guide turistiche – si affiancano quelle degli altrettanto giovani e promettenti Stefania Garetto e Germano Rollero.

La prima lavora negli Stati Uniti, come assistente alla Università di Chicago. Il secondo è finito addirittura in Cina, a Pechino, impiegato all’ente del turismo, dopo essersi laureato in lettere orientali presso l’università di Venezia.

Sono sempre di più pure gli studenti della provincia di Imperia, iscritti ai corsi di laurea in economia e giurisprudenza del polo universitario della città, che vanno a fare stage o percorsi didattici formativi come l’Erasmus in giro per l’Europa, in Germania, Francia, Spagna, Olanda, Finlandia, Portogallo, portando a Imperia tante nuove esperienze da sfruttare con successo nel mondo del lavoro.

Marco Vallarino

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