Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 23 marzo 2007

L'emozionante ritorno a Sanremo del maestro jazz Piero Paganelli

[News Liguria Magazine 23/03/2007]

Ottantacinque anni e una voglia matta di continuare a emozionare e stupire i tanti amanti del jazz vicini e lontani. Alla sua veneranda età e con già alle spalle una carriera straordinaria che lo ha incoronato stella di prima grandezza del jazz, il Maestro sanremese Piero Paganelli, da tempo residente in Svizzera, continua a far parlare di sé con la pubblicazione di un nuovo sensazionale album, che si è guadagnato le recensioni entusiastiche della rivista Jazz Italia e dell'inserto Alias del Manifesto. Intitolato Retour à Sanremo e prodotto dalla casa discografica sanremese Mellophonium Multimedia, il cd è stato presentato a Imperia la scorsa settimana alla Libreria Ragazzi, in un evento in cui gli applausi non sono mancati, anche per la sconfinata aneddotica e le appassionate interpretazioni live che il Maestro ha offerto.

«Piero Paganelli è il pianista jazz di Sanremo per antonomasia - assicura il giovane musicista Freddy Colt, organizzatore dell’incontro e produttore esecutivo dell'album - Il migliore, figlio di una generazione di musicisti sanremesi che beneficiava del fervore culturale della città, ai tempi in grado di competere con i centri più importanti d’Italia e d’Europa.»

Ma per poter emergere, per poter condurre una carriera adeguata, nel dopoguerra si doveva emigrare. Il Maestro Paganelli - che comunque prese parte al 3° Festival Internazionale del Jazz, organizzato proprio a Sanremo nel 1958 con la direzione di Arrigo Polillo - provò quindi a cercare fortuna all’estero, stabilendosi poi in Svizzera, dove vive ancora oggi, senza però dimenticare di tornare ogni tanto dalle sue parti.

E forse è proprio da uno di questi “coming back” che è nato questo suo ultimo disco Retour à Sanremo, realizzato con l’accompagnamento al basso di Dodo Goya e al vibrofono di Andrea Dulbecco. Un’opera di jazz e non solo.

«Con questo album - continua Freddy Colt - Piero Paganelli vuole tornare alla sua città, musicalmente, donandole una tavolozza di brani di differente estrazione: proprie composizioni, tributi a maestri del jazz, scelti pezzi d'intrattenimento pianistico. Un viaggio nel mondo del pianoforte novecentesco e nell'arte interpretativa di Paganelli, attraverso undici brani che danno un saggio del suo tocco sagace di artista sempre desideroso di misurarsi e di imparare. Anche a ottantacinque anni, anche quando tanti avrebbero da imparare da lui.»

Significativa in questo senso la partecipazione al disco di Goya e Dulbecco. «Due musicisti sanremesi di grande talento appartenenti ad altre diverse generazioni, ma accomunati dalle glorie jazzistiche guadagnate ben oltre i limiti locali - conclude Freddy Colt. - Con Paganelli, potrebbero essere nonno, padre e figlio. E artisticamente si può dire che lo siano davvero.»

Marco Vallarino

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