Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 23 novembre 2007

Le tradizioni del Barock Cafè

[News Liguria Magazine 23/11/2007]

Anche quest'anno la stagione del Barock Cafè è partita nel segno della tradizione. Lo storico discobar di San Bartolomeo (ex Chikito e King's) ha riaperto i battenti lo scorso 5 ottobre tornando a proporre il caratteristico gioco dei messaggi per i single e le serate a base di happy music animate dal deejay Stefano Erre, nel tentativo di richiamare in pista il pubblico più adulto e nostalgico, che ultimamente pare preferire altre mete.

«La gente, soprattutto quella più grande, si è stancata della discoteca – comunica Pippo Manduca, proprietario del locale. – Sono sempre di meno i trentenni che vanno a ballare, almeno qui in Riviera, ed è compito di chi lavora di notte fargli venire la voglia di tornare con iniziative più improntate all'incontro e al dialogo.»


Secondo Manduca, i motivi dell'abbandono della scena by night da parte del pubblico più adulto sono molteplici, ma strettamente legati tra loro. «In discoteca non si comunica più – riprende il popolare Pippo. – Mancano sia gli spazi che le occasioni per fare nuove e interessanti conoscenze e a volte non si riesce più neanche a ballare. In molti locali la musica è troppo alta e impedisce di parlare, poi c'è così tanta ressa che si respira a malapena. La gente grande non è come quella più giovane, delle scuole, che si fa andare bene tutto pur di uscire. Chi ha già trent'anni, un lavoro e magari una casa o una famiglia, pretende più rispetto e considerazione da parte di chi lo ospita e non ci sta a fare solo mucchio.»

Logico quindi che i nottambuli più “vissuti” si trovino a disagio nella bolgia e preferiscano spazi più tutelati. «Abbassare il volume della musica e fare entrare meno gente, effettuando una attenta selezione all'ingresso, servirebbe sicuramente a qualcosa – assicura Pippo Manduca. – Poi bisognerebbe creare situazioni più favorevoli all'incontro. Da quando abbiamo lanciato il nostro gioco dei messaggini, ormai sette anni fa, ho perso il conto delle coppie che abbiamo fatto conoscere e fidanzare, e poi magari anche sposare. In fondo non è un segreto che si va nei locali per flirtare e soprattutto la gente più grande, che passa molto tempo della giornata a lavorare, ha bisogno di buone occasioni per tentare nuovi approcci.»

E al Barock Cafè al venerdì sera diventa tutto più facile, con carta, penna e i numeretti distribuiti all'ingresso, che permettono di scrivere ammiccanti messaggini più o meno anonimi alle ragazze e ai ragazzi più belli incontrati nel locale. Che ovviamente potranno rispondere, se lo riterranno opportuno, lasciando un altro biglietto nei pressi del “desk” dell'ingresso.

«Un'altra cosa che favorisce la creazione di un ambiente adatto all'incontro e alla comunicazione più in generale credo sia il tipo di musica – continua Manduca, forte dei suoi quarant'anni di esperienza nel mondo della notte. – La moderna commerciale, con i successi dell'house, è troppo pesante per trasmettere allegria e voglia di stare insieme. Cosa che invece riesce a fare benissimo la happy music, con il revival degli anni 70, 80 e 90 e ritmi decisamente più amichevoli, che trasportano sull'onda dell'entusiasmo. Per questo al Barock ho portato in consolle Stefano Erre, che al venerdì come al sabato sa portare la gente in pista e farcela restare.»

Un altro problema da risolvere secondo Pippo Manduca è quello dell'orario d'ingresso. «È assurdo che i locali si riempiano soltanto dopo l'una – conclude. – Chi il giorno dopo lavora avrebbe infatti tutto l'interesse a ritrovarsi in giro già alle undici o anche prima. Le cose devono cambiare perché la crisi c'è e si sente. Ma se non saremo noi proprietari dei locali a muoverci per primi, per rendere più fruibile il prodotto della discoteca, dubito che arriveremo mai a una soluzione che possa andare bene a tutti.»

Marco Vallarino
posta @ marcovallarino.it

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