Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 23 novembre 2007

Tutti a scuola di spagnolo all'Arci Camalli di Oneglia

[Il Secolo XIX 23/11/2007]

Un corso di spagnolo per rendere più “calienti” le già rigide temperature autunnali e creare una nuova occasione di incontro. Il successo dell'iniziativa offerta gratuitamente dal Circolo Arci Camalli di Imperia Oneglia è andato però oltre le più rosee aspettative, con più di quaranta persone, in arrivo anche da fuori città, che hanno preso parte alle prime due lezioni tenute dal docente argentino Raul Merlo negli scorsi martedì sera.

L'interesse verso la realtà ispanica e latina, in Europa come nel Centro e Sud America, sta diventando una vera e propria moda, grazie anche al dilagare delle danze caraibiche, che in discoteca sono sempre una buona occasione per fare interessanti conoscenze. Lo spagnolo poi è una delle lingue più parlate al mondo, utile per viaggiare proprio nei paesi più aperti al contatto e al dialogo, come la Spagna, Cuba e l'Argentina.

«La possibilità di ospitare queste lezioni, che andranno avanti per tutto l'inverno, è nata grazie al buon rapporto con l'associazione degli amici di Italia-Cuba e alla generosità di Raul, che ha accettato di insegnare gratis – raccontano i soci dell'Arci Camalli che fanno capo a Roberto Lucidi. – Non ci aspettavamo questa folta partecipazione di pubblico, ma faremo del nostro meglio per accogliere calorosamente chi vorrà imparare lo spagnolo da noi, tutti i martedì alle 20. Per le prossime serate vorremmo organizzare delle cene a tema, con la paella e altri piatti spagnoleggianti.»

Cinquantaquattrenne argentino di origini onegliesi, Raul Merlo è tornato a stare in Italia ormai da tantissimo tempo e quasi quasi potrebbe pure insegnare il dialetto imperiese. «Sono nato a Santa Fe, ma i miei genitori erano di Castelvecchio e Chiusavecchia perciò a Imperia mi sento come a casa – racconta. – In realtà però non sono un professore di lingue, perché nel mio lavoro mi occupo di serramenti in alluminio. Sono stati alcuni amici a convincermi a insegnare lo spagnolo, dopo aver notato che a Cuba mi intendevo alla perfezione con tutti. Ho accettato di provare perché in fondo si tratta di un idioma molto simile a quello italiano, facile da capire e non troppo difficile da parlare. Per rendere l'apprendimento ancora più semplice ho adottato il metodo con cui si insegna ai bambini, parlando solo in spagnolo e arricchendo gli incontri con letture, canzoni e filmati a tema. Chi vuole naturalmente si può ancora iscrivere telefonando ai numeri 340 7630673 e 338 9926714.»

Le prime lezioni, insieme agli inevitabili “Buenos dias” e “¿Que tal estas?”, hanno compreso anche la lettura di un testo di Jorge Luis Borges, “El etnografo”, e il resoconto dell'ultima conferenza iberoamericana organizzata a Santiago del Cile. «Ho partecipato con gioia alle prime lezioni del corso perché mi piace viaggiare e credo che parlare bene le lingue aiuti a passare delle belle vacanze – ha commentato la giovane Elisa Doria, impiegata in una agenzia di pubbliche relazioni. – Qualche volta ho pure cercato di imparare lo spagnolo con i corsi su cassetta, ma poi ho capito che è più facile e divertente farlo con degli incontri dal vivo, che ti danno un chiaro punto di riferimento e ti permettono di confrontarti con altre persone altrettanto desiderose di comunicare.»

Marco Vallarino

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