Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 8 agosto 2008

Tesori della pittura italiana a Montecarlo

[LinfaTv Magazine 2008.08]

L'oggetto d'arte come ambasciatore di cultura nel mondo. Con questo spirito la prestigiosa galleria romana Cesare Lampronti sbarcherà questo mese a Montecarlo per inaugurare il 18 agosto allo Sporting d'Hiver una imponente mostra dedicata ai tesori della pittura italiana e straniera del XVII e XVIII secolo.

Realizzata in collaborazione con l'associazione Monaco-Italie e con il supporto dell'Ufficio del Turismo e dei Congressi di Monaco, l'esposizione – che si annuncia come il grande evento monegasco di fine estate – sarà visitabile con ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 20 fino al 1° settembre spiegando, attraverso i capolavori di due secoli, l'evoluzione dei più rappresentativi generi pittorici del periodo, come la pittura di storia, la natura morta, la bambocciata, il paesaggio, il capriccio, la veduta e il ritratto.

Tra le oltre 250 opere presentate, spiccherà senz'altro il formidabile San Francesco del Caravaggio, ritratto in una immagine insolitamente cupa e sofferente, che nella corrente storica sarà affiancata dai lavori di Antiveduto della Grammatica, Leonello Spada, Angelo Caroselli, Giovanni Francesco Guerrieri, Mattia Preti e del fiammingo Gerard Seghers.

L'enorme fioritura seicentesca della natura morta, agli albori dell'epoca barocca, sarà celebrata da una sezione incredibilmente vasta che comprenderà circa settanta opere dei suoi maggiori esponenti italiani e stranieri, come il maestro Acquavella, Michelangelo Cerquozzi, la famiglia Stanchi, Mario dei Fiori e Michelangelo da Campidoglio tra i romani, mentre i napoletani saranno rappresentati da Luca Forte, Giuseppe Ruoppolo, Giovanni Battista Ruoppolo e Andrea Belvedere.

Larga parte sarà lasciata agli stranieri che risedettero in Italia quali Franz Snyders, Abraham Brueghel, Karel van Vogelaer e Franz Werner Tamm. I bamboccianti troveranno un loro spazio espositivo con opere dei fiamminghi Jan Miel e Pieter Van Bloemen, del danese Monsù Bernardo e di Andrea Locatelli, presente anche come paesaggista. Proprio al paesaggismo è dedicata una ampia sezione che parte dalla fine del XVI secolo con il fiammingo Paul Brill, proseguendo nel secolo successivo con i maggiori rappresentanti stranieri del paesaggio con rovine Cornelis van Poelenburg, Bartolomeus Breenbergh e Herman van Swanevelt e con i pittori di paesaggi con architetture Alessandro Salucci, Viviano Codazzi e, nel Settecento, Alberto Carlieri.

Il paesaggismo romano prosegue nel Settecento con l'ottima stagione della schiera dei fautori della corrente arcadico pastorale: Jan Frans van Bloemen, Hendrik Frans van Lint e Andrea Locatelli. Tra fine del Seicento e il secolo successivo nasce la veduta «secundum veritatem», il cui padre è il celebre Gaspar van Wittel, al quale si affiancano, anche se con esiti diversi, Paolo Anesi e Antonio Joli. La splendida stagione del vedutismo settecentesco del Vanvitelli prosegue a Venezia con Canaletto, del quale si potrà contemplare una splendida veduta di Londra raffigurante il Tamigi dalla York Water Gate verso il ponte di Westminster, e con i suoi seguaci: l'allievo e nipote Bernardo Bellotto, Francesco Guardi, Michele Marieschi, Apollonio Domenichini, noto come Maestro delle vedute della Fondazione Langmatt, e Giovanni Battista Cimaroli.

L'altra corrente del vedutismo sarà offerta da Giovanni Paolo Panini, inventore del genere del «capriccio» con rovine, di cui si propongono diverse tele, insieme a quelle di Giovanni Ghisolfi, suo maestro ideale, e del francese Hubert Robert. Per quanto riguarda la sezione dedicata ai ritratti è da segnalare il magnifico «Ritratto di papa Clemente XIII Rezzonico benedicente» di Pompeo Girolamo Batoni, artista toscano di cui si potrà ammirare anche l'evocativo «Ritratto del principe Edward Augustus, Duca di York».

Marco Vallarino
posta @ marcovallarino.it

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