Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

martedì 3 febbraio 2009

Il dj Coach comparsa per il kolossal fantasy Inkheart

[Il Secolo XIX 3/02/09]

Ci sarà anche un volto molto noto alla movida della Riviera tra quelli che si vedranno nel kolossal americano «Inkheart – Cuore di inchiostro» in uscita al cinema il 13 febbraio. Il deejay e animatore imperiese Simone Tulipanti sarà tra i protagonisti dell'opera da tanti annunciata come il nuovo capolavoro del fantasy dopo Harry Potter e Il signore degli anelli.

Tratto dall'omonimo romanzo bestseller della autrice tedesca Cornelia Funke, il film del regista britannico Iain Softley (lo stesso di K-Pax e The Skeleton Key) è stato girato in buona parte nei suggestivi scenari dell'entroterra del ponente ligure e del basso Piemonte, facendo incetta di comparse provenienti dalla nostra provincia grazie ad alcuni casting allestiti a Laigueglia e Alassio nell'ottobre del 2006. Casting a cui ha partecipato anche il deejay Tulipanti, divenendo ben presto uno dei personaggi più popolari dell'opera cinematografica che tra pochi giorni farà il giro del mondo.

«Come nella più classica delle storie è iniziato tutto per caso – racconta Simone, conosciuto dai nottambuli anche come El Coach – Un giorno, mentre girava per Bussana Vecchia, sono incappato in un biglietto che annunciava una delle selezioni di Inkheart per diventare comparsa. L'evento si teneva alla ex chiesa anglicana di Alassio in una mattina in cui non lavoravo, perciò ho deciso di partecipare. Ero curioso di vedere come si svolgevano i casting di un film, ma non avevo una particolare ambizione di diventare attore. Ho fatto le foto e compilato i documenti senza pensarci ma, quando mi hanno telefonato per dirmi che ero stato scelto, ho accettato subito di andare a girare.»

Inizialmente il trentatreenne Simone Tulipanti doveva solo girare qualche breve scena sul set allestito a Entracque in provincia di Cuneo, calandosi nei panni di uno dei ferocissimi cattivi usciti dalle pagine di un libro magico per conquistare il mondo. Poi il suo personaggio ha preso piede e la troupe lo ha scritturato per ben quindici giorni di riprese.

Armato fino ai denti e dall'aspetto veramente truce, El Coach ha terrorizzato a lungo i protagonisti di Inkheart, tra cui il celeberrimo Brendan Fraser, eroe del sovrannaturale lanciato dai successi della saga della Mummia. Al termine delle riprese, Tulipanti è stato poi assunto come autista del furgoncino degli effetti speciali, lavorando con lo staff della produzione per altre due settimane.

«È stato un mese intenso che non dimenticherò mai – racconta il deejay, che vanta anche una grande passione di biker per le moto da strada – Vedere il paesino di Entracque appositamente innevato per il film mi ha emozionato, così come trovare le mie foto sul sito ufficiale www.inkheartmovie.com. Il rapporto con il cast e la troupe è stato fantastico e pochi mesi dopo mi ha fatto piacere ripetere l'esperienza, facendo la comparsa anche nel cortometraggio La dolce Eleonora e l'amaro calice di Emilio Audissino.»

Nel film prodotto dalla associazione Ergo Sum per raccogliere fondi per la casa famiglia Pollicino, Tulipanti ha interpretato addirittura se stesso, nei panni del ruvido motociclista che corre in aiuto del protagonista della vicenda. Ora però le porte del cinema sembrano essersi momentaneamente chiuse per Simone, impegnato nelle attività di deejay e pierre per i più frequentati locali della Riviera.

«Per diverso tempo ho lavorato al Jungle Bar di Bussana – racconta il giovane – Ora invece mi muovo tra un posto e l'altro con la stessa vitalità dei personaggi di Inkheart tra le pagine del loro libro. Sto pure organizzando un evento per promuovere la prima del film in provincia di Imperia e portare al cinema gli amici che sono curiosi di vedermi. Se poi capiterà di tornare di nuovo sul set, sarò felicissimo di farlo, sempre col massimo impegno e tanto divertimento.»

Marco Vallarino
posta @ marcovallarino.it

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