Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

giovedì 15 gennaio 2009

Murales ThyssenKrupp a Torino

[LinfaTv Magazine 2009.01]

Un murales per non dimenticare i caduti sul lavoro e dimostrare che anche il writing può rappresentare una forma d'arte impegnata. Realizzata a Torino in corso Valdocco, tra via Santa Chiara e via Carlo Ignazio Giulio, l'opera è stata inaugurata lo scorso 6 dicembre, a un anno esatto dalla tragedia della acciaieria ThyssenKrupp che costò la vita a sette operai. Lungo quaranta metri e alto due e mezzo, il murales propone un soggetto fortemente focalizzato sull'importanza della data e dell'ora in cui si è verificato l'incidente. La terribile fiammata generata da una fuoriuscita di olio bollente diventa così attimo da ricordare e testimonianza di un dramma che forse si sarebbe potuto evitare, ma che sicuramente non dovrà ripetersi nel futuro. Un simbolo non solo per il singolo disastro, ma per tutte le morti bianche che riempiono quotidianamente le cronache di giornali e televisioni.

Nata da una richiesta della associazione Legami d'Acciaio, composta dagli operai della fabbrica e dai familiari delle vittime, l'opera commissionata dalla Monkeys Evolution è stata affidata nella sua monumentale realizzazione a un gruppo di emergenti artisti metropolitani che comprendeva anche un talento imperiese. Writer di grandi capacità ed esperienza, membro del noto collettivo artistico Opiemme (sigla degli Organismi Poeticamente Modificati, on line su www.opiemme.com), Fijodor Benzo ha preso parte al lavoro per conto della associazione Il Cerchio e Le Gocce, presente su Internet all'indirizzo www.ilcerchioelegocce.com e attiva nell'ambito della riqualificazione urbana e della cosiddetta street art. «Partecipare a questo progetto mi ha dato una grossa soddisfazione – ha commentato il giovane – ma soprattutto mi ha confermato come sia soprattutto l'arte la forma di comunicazione più adatta per preservare il ricordo di certi accadimenti e indurre la società alla riflessione.»

Torino capitale dell'arte metropolitana

Al di là della particolarità delle occasioni e dell'impegno trasmesso dalle opere proposte nei vari eventi, Torino sembra essere diventata quest'anno la capitale dell'arte metropolitana. Dopo essere stata scelta come simbolo mondiale del design per il 2008 e aver ospitato una esaustiva mostra sulla storia tecnologica della Olivetti, la metropoli sabauda, famosa per le auto e i gianduiotti, l'8 novembre ha dedicato una notte bianca alle più moderne forme di comunicazione ed espressione, permettendo ai passanti di assistere in diretta, e qualche volta di contribuire, all'opera dei performer. Un appuntamento che di nuovo ha visto Fijodor Benzo e i colleghi Davide Danio e Danzio Bonavia dell'Opiemme sugli scudi, con vari lavori dai temi e dagli stili originali e scioccanti, che hanno destato l'interesse di pubblico e critica.

Il pezzo forte dello show è stato No future for Tommi, installazione gigante che raffigura un bambino nelle insolite vesti di posacenere, destinato a subire i drammatici risultati dell'inquinamento cittadino prodotto dai suoi genitori e predecessori. Ha attirato l'attenzione dei visitatori pure il bizzarro Traffic Kills!, ovvero un pacchetto di sigarette gigante realizzato in un precedente evento a Madrid e contenente i tubi di scappamento delle macchine che ogni giorno ammorbano l'aria delle metropoli.

La vena iconoclasta degli Opiemme si è ritrovata anche nei cartelli della serie We live a limited freedom, con caustiche rielaborazioni di segnali stradali che proibiscono di sognare, pensare, respirare, graffitare. A luglio invece gli Opiemme con Fijodor Benzo erano tornati a Imperia, per partecipare, insieme ai KNM della Toscana, alla BGM Crew di Bergamo e a altre celebri bande di street performer, al Writing Day, il raduno nazionale dei graffitari e degli artisti dello spray organizzato per colorare e dipingere gli argini del torrente Prino per più di 400 metri.

Marco Vallarino
posta @ marcovallarino.it

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