Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

martedì 14 aprile 2009

La boxe imperiese celebra Cadrin Kerekes campione a Rovereto

[Il Secolo XIX 14/04/09]

Strano ma vero, arriva dalla Romania il primo pugile «ligure» capace di vincere il prestigioso torneo di boxe Città di Rovereto. Un evento seguitissimo dai fan della nobile arte, che ogni primavera mette a confronto i giovani atleti più promettenti d'Italia, incoronando campioni dal sicuro avvenire, come il ventunenne e simpaticissimo Cadrin Kerekes, rumeno di nascita ma imperiese di adozione, allenato dalla Pugilistica Frediani, una associazione che grazie al lavoro dei fratelli Bruno e Paolo ha scoperto tantissimi talenti.

Con due esaltanti vittorie nei quarti e nelle semifinali del torneo contro il siriano Abdul Malek e il lombardo Diego Rimondi, Karekes si è qualificato per la finalissima, che il 28 marzo lo ha portato a battersi sul ring contro la giovane speranza della boxe italiana Alessandro Marchetta. Un match che il rumeno ha finito per aggiudicarsi ai punti, regalando alla Liguria il primo trionfo nell'importante manifestazione.

«La vittoria di Rovereto è stata senz'altro il punto più alto della mia carriera – racconta Cadrin Kerekes, ancora emozionato. – In Italia sto vivendo un bellissimo sogno di sport ma anche di vita, grazie ai tanti amici che ho trovato dentro e fuori dal ring. Sono arrivato in questo paese circa dodici anni fa, per seguire i miei genitori che avevano trovato lavoro a Imperia, e mi sono subito innamorato delle bellezze della città e del clima di grande cordialità e fratellanza che si respira.»

In realtà però all'inizio Cadrin Kerekes aveva provato a sfondare in un altro sport. «I primi tempi mi ero messo a giocare a calcio, come quasi tutti i ragazzi della mia età – rivela il giovane, che in particolare dell'Italia ama la cucina. – Poi un giorno sono capitato nella palestra di Bruno e i primi allenamenti mi hanno entusiasmato. Probabilmente è anche una questione di famiglia, visto che pure mio padre in Romania aveva fatto il pugile.»

Tra allenatori e boxeur, la pugilistica ha una storia ormai centenaria, con una passione fortissima che si trasmette di padre in figlio e che oggi si trova nelle molte iniziative organizzate da Bruno e Paolo. Tanti atleti lanciati da loro sono diventati professionisti formidabili e lo stesso destino potrebbe toccare a Cadrin Kerekes. «Devo vincere o pareggiare ancora due incontri per passare in prima serie e sono molto emozionato all'idea di potercela fare – prosegue lo sportivo – Il mio colpo migliore è il montante destro, davvero micidiale. Per essere sempre al massimo però devo allenarmi ogni giorno, mattina e sera, con corsa ed esercizi in palestra.»

Proprio la scorsa settimana, Kerekes si è allenato con Denis Saioni, un campione francese molto quotato, venuto a trovare gli amici della Pugilistica Frediani in vista di un evento che si terrà a Nizza il 18 aprile e al quale parteciperà anche Cadrin. «Il mio sogno è diventare un pugile professionista – conclude il giovane rumeno. – Intanto mi godo questo momento fantastico e cerco di prepararmi al meglio ai prossimi incontri. A Rovereto non è stato facile vincere e soprattutto in semifinale ho dovuto mettercela tutta per spuntarla. Perciò, a chi mi chiede un consiglio per iniziare a boxare, rispondo che per stare sul ring bisogna prima di tutto imparare a non prenderle.»

Ma la Pugilistica Frediani rischia la chiusura

L'exploit della promessa italo-rumena Cadrin Kerekes a Rovereto e l'importante impegno a Nizza del prossimo 18 aprile potrebbero non bastare a far tornare il buonumore ai titolari della Pugilistica Frediani, vista la difficile situzione che pare profilarsi all'orizzonte. È infatti possibile che, entro i prossimi due mesi, la palestra in cui l'associazione allena i propri ragazzi debba chiudere i battenti, a causa dell'opera di ristrutturazione e riassegnamento degli spazi cui andrebbe incontro lo stabile che la ospita.

«Cento anni di storia non possono finire così – dice Bruno Frediani. – A Imperia stanno costruendo un Palazzetto dello Sport per promuovere le attività e gli eventi agonistici e noi rischiamo di finire per una strada».

Situata sopra piazza Ulisse Calvi, a due passi dal centro di Oneglia, la palestra della Pugilistica Frediani, che occupa uno spazio utilizzato anche da altre associazioni sportive, rappresenta da molti anni una situazione di crescita ideale per i ragazzi che, attraverso l'attività fisica, cercano un modo per esprimere il proprio talento.

«La boxe è un passatempo assolutamente sano e varie ricerche scientifiche pubblicate anche da riviste importanti hanno più volte dimostrato che è uno sport sicuro e utilissimo per sviluppare le proprie capacità psicofisiche – prosegue Frediani – I ragazzi che alleniamo qua non fumano, non si drogano e non vanno a distruggersi in giro, come altri loro coetanei meno attenti a preservare una doverosa integrità fisica. Dietro il pugilato si nasconde una vera e propria scienza e scuola di vita e chi viene qua impara tanto anche a livello personale». I campioni che la Pugilistica Frediani ha lanciato non si contano, lo stesso Bruno è stato un pugile che ha combattuto in varie parti del mondo, conquistando titoli di prestigio.

Attualmente, oltre a Kerekes, anche Giuse Barnato di Villa Viani pare destinato a una fantastica carriera di professionista, mentre dalla vicina Boxe Sanremo, in qualche modo gemellata con la Frediani, si segnalano Davide Ferraro e Daniele Lanza, che saranno pure presenti al super evento del 18 aprile. «Il pugilato del ponente ligure è una garanzia di potenza e qualità – conclude Bruno Frediani. – La speranza è di poter continuare a dimostrarlo, trovando un altro spazio in cui tirare su i nuovi campioni che un giorno potrebbero dare lustro a tutta l'Italia dello sport.»

Marco Vallarino
posta @ marcovallarino.it

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