Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

venerdì 24 agosto 2012

Sagralea, la sagra del Pigato a Salea

[Il Secolo XIX 24/08/12]


Sagralea 2012: la sagra del Pigato a Salea, Albenga (Savona)
Oltre centomila persone sono attese la prossima settimana a Salea, nell'immediato entroterra di Albenga, per la Sagra del Pigato. Un evento da molti considerato la Vinitaly della Liguria, per l'importanza, l'autorevolezza e la capacità di portare nuove etichette sotto le luci della ribalta, al cospetto di un pubblico super fidelizzato ed entusiasta, pronto anche questa estate, dal 28 agosto al 2 settembre, a dare vita a una piccola Woodstock della enograstronomia e non solo. Oltre 2.500 i posti a sedere in un'area interamente dedicata all'allestimento della sagra, con tanto di mostra mercato di prodotti e servizi che porta a Salea aziende in arrivo da tutta Italia e permette, anche a chi è in vacanza, di fare qualche buon affare.

La parte del leone spetta agli stand gastronomici, che a Sagralea offrono una gradita “compagnia” alle degustazioni di Pigato, Ormeasco, Rossese e Vermentino e delle altre eccellenze vinicole della zona. Le specialità della zona sono la polenta al tartufo, richiestissima anche fuori stagione, il coniglio e la buridda, ma si fa molta coda anche per assaggiare pesce e carne alla griglia. Le scorpacciate, e le bevute, fatte a tavola si possono smaltire con l'intrattenimento danzante proposto fino a tarda sera in un apposito spazio, con gli spettacoli di orchestre, animatori, musicisti, che ammiccano anche ai giovani, sempre numerosi. Quest'anno sono attesi, di sera in sera, Titti Bianchi, Ringo Story & Samuel, Selton, Luigi Messina, Folco Orselli, I primavera.

Tanti gli eventi collaterali, come l'attesa presentazione del Blitz, alternativa ligure, col Pigato al posto del Prosecco, al più celebre aperitivo alcolico Spritz, nato invece nel Veneto. I più intraprendenti potranno cimentarsi nel Cervellone, un quiz elettronico che si declinerà in un vero e proprio campionato di intelligenza, con fantastici premi in palio. Grande importanza viene poi data al premio Salea e il Vino, assegnato ogni anno a personaggi che si siano distinti nella valorizzazione dei vini liguri. Tra i vincitori delle scorse edizioni spiccano Ricci, Gambarotta, Soldati, Bigazzi. Sul fronte culturale, destano interesse anche gli incontri con gli scrittori organizzati dagli stand delle librerie, spesso con affermati giallisti in grado di regalare brividi a prova d'estate.

«La gente non viene a Sagralea solo per assaggiare il vino, ma anche per passare una serata all'insegna del divertimento e della buona compagnia – racconta Ennio Bertolotto, vice presidente della cooperativa Macchiaverde, che organizza la sagra – Se penso a come tutto è iniziato, mi vengono i brividi. Ho 53 anni, otto in più della sagra, nata nel 1968 da una idea del vecchio parroco, che aveva voluto organizzare una grande festa in piazza per far conoscere a tutti il vino che facevamo qua. I primi anni organizzavamo nella piazza del paese ed era quasi una cosa di famiglia, nel senso che si mangiava quello che ognuno preparava a casa». Poi, la Sagra del Pigato è cresciuta talmente tanto che è stata fondata una cooperativa per curarne l'allestimento, un gruppo super motivato che oggi conta oltre cento soci, con un direttivo di venti, che trascorre buona parte dell'anno a preparare la manifestazione.

«Siamo in cento a occuparci di una sagra a cui partecipano oltre centomila persone – osserva Bertolotto – C'è tanto da lavorare, ma per noi è magnifico che un paese di 350 abitanti come Salea sia diventato così popolare in Liguria e fuori. Grazie al successo della Sagra del Pigato abbiamo potuto riqualificare molti terreni ed erigere infrastrutture fondamentali per noi. Purtroppo abbiamo tante spese, che ci impediscono di sviluppare tutti i progetti che abbiamo in mente per far crescere ancora di più la nostra realtà, però ci tengo a precisare che lo spirito è ancora quello familiare di una volta, sperando che la gente continui a apprezzarlo come ha fatto finora».

Marco Vallarino

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