Il diario della vita in Riviera (a cura di Marco Vallarino)

martedì 28 maggio 2013

Creativi imperiesi protagonisti alla Stroke fair di Monaco

[Il Secolo XIX 28/05/2013]

Anche due creativi imperiesi hanno partecipato, nelle scorse settimane, alla Stroke Art Fair, la prima fiera d'arte al mondo dedicata in particolare al genere della street art. Allestita a Monaco, in Germania, la manifestazione giunta con successo alla ottava edizione ha ospitato quest'anno anche i lavori di Fijodor Benzo e Riccardo Lanfranco, meglio noti come Mr. Fijodor e Corn 79, due giovani artisti dello spray (e non solo), che dal ponente ligure hanno raggiunto spazi importanti in Italia e all'estero.

Fijodor ha partecipato con un grande pannello su cui ha raffigurato una bottiglia che esplode, mentre il liquido che c'è dentro cerca di uscire acquistando una forma umana. Curioso, ma eloquente, il titolo dell'opera: Imagination out of the bottle.

Corn 79 ha invece presentato una immagine astratta, con un concentrico sovrapporsi di varie forme geometriche, che parte da un cerchio per arrivare a un esagono, passando per un triangolo, in una atmosfera cyberpunk che sintetizza l'approccio hip hop del writing con le derive “virtuali” di certe correnti futuristiche.

L'11 maggio i due amici writer hanno anche inaugurato un'esposizione alla Dark Room Silmar Art Gallery di Carpi, nel modenese, dedicata al celebre verso della cantante Joan Osburne What if God was one of us? Sfruttando la comune esperienza in strada con i graffiti, Benzo e Lanfranco hanno offerto le loro visioni oniriche, geometriche, colorate, in cui tutte le forme perdono l'identità nota per confondersi e confondere, proponendo figurazioni nuove dove il “già visto” non esiste perché tutto è inventato.

Recentemente, Fijodor Benzo ha anche realizzato un'opera in cui ironizza sulla attendibilità dei social network. Il dipinto ritrae alcuni elefanti in fuga dal mouse del computer (scambiato per un topo vero), ma è nel titolo Fakebooc Today, che si riscontra l'affondo iconoclasta nei confronti del tema, visto che fake in inglese significa fasullo, come pare siano molte identità virtuali.

Marco Vallarino

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